Andrea Manzitti. A Milano c’è il mare.

In occasione della mostra dell’artista milanese di origini liguri Andrea Manzitti “A Milano c’è il mare” in programma all’Acquario Civico di Milano dal 31 gennaio al 3 marzo 2024, pubblichiamo il testo in catalogo della storica dell’arte contemporanea e critica Elisabetta Longari.

“Il mare è un antico idioma che non riesco a decifrare”
Jorge Luis Borges, Luna di fronte, 1925

Non v’è elemento che risuoni in noi più profondamente dell’acqua.
Lo rivela Gaston Bachelard nelle sue riflessioni sulla rêverie. “È vicino all’acqua che ho meglio compreso che il fantasticare è un universo in espansione”.
L’immaginario legato al mare e all’acqua in generale è archetipico e vertiginoso, come testimonia, soprattutto in Psicanalisi delle acque, il filosofo francese che ha voluto studiare la vita delle immagini dell’acqua per cercarne la simbologia e sottolinearne la ricchezza, la complessità e l’ambivalenza.
1 Andrea Manzit
















Il legame con l’acqua è particolare non solo perché l’acqua è il più ancestrale degli elementi - da essa nasce la vita, e ogni individuo nei mesi di gestazione è immerso, sospeso in una soluzione liquida - ma anche perché il corpo umano stesso ne è composto in larga misura. Si può quindi dire, parafrasando Shakespeare, che siamo della stessa sostanza dei mari, dei fiumi, delle cascate. Siamo acqua circoscritta da un involucro di pelle. Siamo come il mondo, che è composto da qualche piccola e rara isola circondata dal mare (se per il 70% il globo terrestre è coperto da distese d’acqua, perché il pianeta è designato con il termine Terra)?
La caratteristica più evidente e affascinante del liquido è la qualità metamorfica. L’acqua non ha forma stabile propria, ma si adatta a ogni luogo. Versatile, assimila facilmente qualsiasi sostanza; è un fertile luogo di contaminazioni, una culla di mutazioni. Basti pensare alla quantità di metamorfosi mitologiche che “finiscono” in acqua, alle numerose immagini custodite nell’inconscio collettivo.
L’acqua solve e dissolve. È creazione continua, la più convincente metafora del tempo, come nel pensiero filosofico di Eraclito. Tanto il Gange, quanto il fonte battesimale e l’acqua di Lourdes testimoniano che la “figura” principale dell’acqua - legata alla purificazione simbolica, alla morte, alla rinascita e alla guarigione - è proprio il cambiamento.
2 Andrea Ma
















L’acqua è però anche il primo specchio: è l’occhio del mondo, raddoppia e distanzia. Crea le condizioni originarie della visione, come è reso evidente dal mito di Narciso.
E approdiamo quindi finalmente, dopo questo necessario preambolo, alle mappe di Manzitti che tentano di suggerire percorsi e attraversamenti di zone ignote. Nei Planisferi, la cui composizione si assesta sempre in forma ovale - quasi fossero occhi con tanto di pupille - crediamo di rinvenire un più immediato e diretto riferimento al vedere e al decodificare con gli occhi; occhi che vengono comunque continuamente sollecitati in ogni opera di Manzitti attraverso i cambi di texture e di colore, e tramite le linee che corrono in ogni direzione. E per riprendere la metafora dello specchio, in fondo anche il foglio bianco e la tela vuota sono specchi che vengono, quasi per magia, abitati dalle immagini. Luoghi sensibili e sensuali in cui avvengono apparizioni, sparizioni, affioramenti, raggiungimenti, separazioni.
4 Andrea
















Per Manzitti è sempre una questione di superficie, tanto su tela quanto su carta o sulla più porosa ceramica: così come sulla pelle fragile e diversamente accidentata della carta o sulla trama della tela, con altri gesti ma perseguendo quasi lo stesso risultato, egli scava la ceramica per renderne scabra la superficie, di modo che si faccia sede del nero, quel nero brillante e profondo che è il corrispondente visivo della pomice applicata a dare corpo ai segni geroglifici che rendono più frizzante e mercuriale la bidimensionalità dei supporti a lui più congeniali fin qui, prima dell’introduzione di questa nuova tecnica legata alla terra.
Lavora per cicli Manzitti, torna e ritorna sugli stessi motivi, come l’onda nel generarsi infinito delle maree, motivi al centro dei quali c’è la mappa, indecifrabile e impossibile in cui si rispecchia il viaggio di ogni esistenza.